Ente Beneficiario: ASST SPEDALI CIVILI DI BRESCIA E UNIVERSITÀ DI BRESCIA
CENTRO DI RICERCA UNIVERSITARIO INTERDIPARTIMENTALE “ALESSANDRA BONO”
Un Centro dedicato allo studio degli esiti a medio e lungo termine della malattia critica, per comprendere le conseguenze fisiche, cognitive e psicologiche della Terapia Intensiva e sviluppare nuovi strumenti di prevenzione, valutazione e cura.

Il Centro di Ricerca Universitario Interdipartimentale “Alessandra Bono” studia gli esiti a lungo termine nei pazienti sopravvissuti a una malattia critica e a un ricovero in Terapia Intensiva.
Il Centro ha sede presso il Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche, Scienze Radiologiche e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Brescia e opera in stretta connessione con l’Ambulatorio di Follow-Up – Esiti dell’ASST Spedali Civili di Brescia.
Le due strutture hanno funzioni differenti e complementari:
il Centro di Ricerca “Alessandra Bono” – LOTO sviluppa studi clinici, di base e traslazionali sugli esiti della malattia critica;
l’Ambulatorio di Follow-Up – Esiti si occupa della presa in carico assistenziale dei pazienti e dei caregiver.
Questa integrazione consente di trasformare le criticità osservate durante il percorso clinico in domande di ricerca e, parallelamente, di trasferire progressivamente le conoscenze scientifiche nella pratica assistenziale.
Perché il Centro si chiama LOTO
L’acronimo LOTO deriva dall’espressione inglese Long-Term Outcome, che indica gli esiti a lungo termine della malattia e dei trattamenti ricevuti.
Il nome richiama anche il fiore di loto, capace di emergere dal fango e raggiungere la superficie. Un’immagine scelta per rappresentare il percorso delle persone che, dopo aver superato la fase più grave della malattia, devono recuperare autonomia, forza e qualità della vita.
La Sindrome Post-Terapia Intensiva
Una parte dei pazienti sopravvissuti a una malattia critica presenta conseguenze che possono persistere per mesi o anni dopo la dimissione.
L’insieme di queste manifestazioni viene definito Sindrome Post-Terapia Intensiva, o Post-Intensive Care Syndrome – PICS.
La PICS può coinvolgere tre principali dimensioni:
fisica, con debolezza muscolare, perdita di forza, affaticamento e riduzione della capacità motoria;
cognitiva, con difficoltà di memoria, attenzione e concentrazione;
psicologica, con ansia, depressione e sintomi da stress post-traumatico.
Queste conseguenze possono compromettere l’autonomia del paziente, il ritorno al lavoro, le relazioni familiari e sociali e, più in generale, la qualità della vita.
Le cause e i meccanismi responsabili della PICS non sono ancora completamente conosciuti. Per molte manifestazioni non esistono inoltre trattamenti specifici pienamente consolidati. La ricerca è quindi essenziale per identificare i soggetti maggiormente a rischio e sviluppare interventi di prevenzione, monitoraggio e trattamento più efficaci.
Obiettivi scientifici
Il Centro di Ricerca “Alessandra Bono” sviluppa studi finalizzati a:
individuare i fattori di rischio modificabili associati allo sviluppo della PICS;
comprendere il rapporto tra gli eventi che si verificano durante il ricovero in Terapia Intensiva e gli esiti a distanza;
studiare i meccanismi biologici e patogenetici responsabili della debolezza muscolare e dell’affaticamento persistente;
analizzare le alterazioni cognitive e psicologiche conseguenti alla malattia critica;
valutare frequenza, durata e gravità delle diverse manifestazioni della PICS;
misurare l’impatto della sindrome sull’autonomia e sulla qualità della vita;
identificare possibili biomarcatori associati alle alterazioni neuromuscolari;
sviluppare modelli di valutazione e monitoraggio condivisi;
progettare studi multicentrici nazionali e internazionali;
contribuire alla definizione di raccomandazioni e percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali;
promuovere la formazione e la diffusione delle conoscenze sulla vita dopo la Terapia Intensiva.
Referente scientifico
Il referente del Centro è il Prof. Nicola Latronico, Professore universitario, Direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza e Direttore della Struttura Complessa ARIR – Anestesia e Rianimazione ad indirizzo rianimatorio dell’ASST Spedali Civili di Brescia.
Attività di ricerca
Il Centro sviluppa attività di ricerca clinica, di base e traslazionale.
Nel corso del 2025 sono proseguiti studi prospettici e longitudinali sugli esiti a medio e lungo termine della malattia critica, attraverso la raccolta sistematica di dati clinici, funzionali e relativi alla qualità della vita.
I dati vengono organizzati in database dedicati mediante la piattaforma REDCap, così da consentire il monitoraggio nel tempo dei pazienti e lo sviluppo di analisi strutturate sugli esiti della Terapia Intensiva.
Accanto alla ricerca clinica, il Centro studia i meccanismi biologici che possono contribuire alla debolezza muscolare, alla fatica persistente e alle altre conseguenze della malattia critica.
Debolezza muscolare e affaticamento
Una delle principali linee di ricerca riguarda la debolezza neuromuscolare acquisita durante il ricovero in Terapia Intensiva e l’affaticamento che può persistere dopo la dimissione.
In collaborazione con il Centro Universitario Interdipartimentale di Ricerca sulla Funzione Neuromuscolare e l’Attività Motoria Adattata “Teresa Camplani”, il Centro analizza i meccanismi centrali e periferici che possono ostacolare il recupero della forza e della capacità funzionale.
Le attività comprendono:
elettromiografia ad alta densità;
analisi delle unità motorie;
misurazione della forza volontaria;
valutazione della capacità fisica;
monitoraggio longitudinale del recupero.
Gli studi hanno consentito di approfondire i determinanti della debolezza muscolare e di rilevare differenze tra uomini e donne nei tempi e nelle modalità di recupero della funzione neuromuscolare.
Confronto tra differenti forme di ARDS
Il Centro studia gli esiti a lungo termine dei pazienti sopravvissuti alla sindrome da distress respiratorio acuto, o ARDS.
Una collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza ha permesso di confrontare i pazienti colpiti da ARDS associata a COVID-19 con quelli che avevano sviluppato una forma di ARDS di origine differente.
I risultati hanno evidenziato una riduzione più grave della capacità fisica nei pazienti con ARDS classica rispetto ai pazienti con ARDS secondaria a COVID-19.
Questo confronto consente di distinguere le conseguenze specificamente associate all’infezione da SARS-CoV-2 da quelle più generalmente riconducibili alla malattia critica, alla ventilazione meccanica e alla permanenza prolungata in Terapia Intensiva.
Il progetto ORIGEV
Il progetto ORIGEV – Exploring Muscle Tissue Extracellular Vesicle Biology and Functions nasce per studiare il possibile ruolo delle vescicole extracellulari muscolari nei meccanismi responsabili della debolezza acquisita in Terapia Intensiva.
La ricerca viene sviluppata in collaborazione con il gruppo di lavoro del Prof. Paolo Bergese e integra osservazione clinica, indagini biologiche e nanotecnologie.
Il progetto analizza le vescicole extracellulari presenti in biopsie muscolari di pazienti ricoverati in Terapia Intensiva, con l’obiettivo di comprenderne:
le caratteristiche fisiche;
la composizione biochimica;
il possibile ruolo nella comunicazione tra le cellule;
il coinvolgimento nei processi che determinano perdita di forza e alterazioni neuromuscolari.
Lo studio di queste strutture potrebbe contribuire all’identificazione di nuovi biomarcatori e alla comprensione dei meccanismi patogenetici della debolezza muscolare.
Nuove linee di ricerca
Nel corso del 2025 il Centro ha avviato nuove progettualità dedicate:
ai pazienti sopravvissuti alla sepsi;
allo studio della funzione diaframmatica durante il recupero dopo la malattia critica.
Queste linee ampliano il campo di attività del Centro oltre gli studi legati al COVID-19 e rafforzano l’attenzione verso gli esiti generali della malattia critica e della Terapia Intensiva.
Studi multicentrici
Il Centro progetta e coordina studi multicentrici per valutare la frequenza e l’evoluzione dei sintomi della PICS nei suoi differenti ambiti.
La dimensione multicentrica è necessaria per:
raccogliere dati su popolazioni più ampie;
confrontare differenti modelli assistenziali;
individuare fattori di rischio comuni;
definire strumenti di valutazione condivisi;
produrre risultati applicabili a livello nazionale;
favorire una reale presa in carico della PICS da parte dei professionisti e delle istituzioni sanitarie.
L’esperienza sviluppata a Brescia ha contribuito alla costruzione di una rete che coinvolge oltre 40 Terapie Intensive italiane.
Lombardia Long COVID Network
Tra le collaborazioni di rilievo rientra il progetto The Lombardia Long COVID Network for the Implementation of Best Practices in the Comprehensive Management of Long COVID – LLC Network.
Il progetto è stato selezionato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando dedicato al networking, alla ricerca e alla formazione sulla sindrome post-COVID.
La rete coinvolge:
Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, in qualità di capofila;
Politecnico di Milano;
Università degli Studi di Milano;
Fondazione Onda;
ASST Santi Paolo e Carlo;
ASST Spedali Civili di Brescia;
ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda;
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.
La collaborazione è finalizzata alla condivisione di metodi, dati e buone pratiche per migliorare la conoscenza e la gestione delle conseguenze persistenti dell’infezione da SARS-CoV-2.
Collaborazione internazionale
È in fase avanzata di definizione un accordo di collaborazione scientifica con l’Università francese di Saint-Étienne.
L’accordo prevede la condivisione di personale, strutture, apparecchiature e competenze con un centro che presenta un’organizzazione simile a quella sviluppata a Brescia dal Centro di Ricerca LOTO e dall’Ambulatorio di Follow-Up – Esiti.
Raccomandazioni e percorsi assistenziali
L’attività del Centro non si limita alla pubblicazione di studi scientifici.
Uno degli obiettivi è contribuire alla produzione di raccomandazioni e di percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali appropriati, sviluppati attraverso il confronto tra le diverse competenze coinvolte.
Il Centro opera in collegamento con:
strutture ospedaliere e universitarie;
aziende sanitarie;
istituzioni regionali e nazionali;
società scientifiche;
reti professionali dedicate alla Terapia Intensiva e al follow-up.
L’obiettivo è trasformare le conoscenze prodotte dalla ricerca in strumenti applicabili nella pratica clinica.
Formazione e divulgazione scientifica
Il Centro promuove la disseminazione delle conoscenze attraverso:
pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali;
partecipazione a congressi;
seminari di approfondimento;
attività formative;
convegni dedicati alla Sindrome Post-Terapia Intensiva;
confronto tra medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi e altri professionisti sanitari.
Il 6 aprile 2024 e il 14 novembre 2025 si sono svolti presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Brescia il primo e il secondo Convegno Nazionale sulla Sindrome Post-Terapia Intensiva.
Questi appuntamenti hanno contribuito a diffondere le conoscenze sugli esiti della malattia critica e a rafforzare la rete dei professionisti impegnati nella ricerca e nell’assistenza post-intensiva.
Risultati della ricerca
Le attività sviluppate dal Centro hanno prodotto risultati nei principali ambiti di studio della medicina post-intensiva.
Documentazione degli esiti a lungo termine
Il Centro ha contribuito a documentare gli esiti fisici, cognitivi, psicologici e respiratori dei pazienti sopravvissuti a forme gravi di COVID-19 e ricoverati in Terapia Intensiva.
Gli studi hanno seguito i pazienti fino a uno e due anni dalla dimissione, valutando:
funzione respiratoria;
forza muscolare;
tolleranza allo sforzo;
capacità cognitive;
benessere psicologico;
autonomia;
qualità della vita.
Differenze nel recupero neuromuscolare
Le ricerche hanno evidenziato differenze tra uomini e donne nel recupero della funzione neuromuscolare dopo ARDS associata a COVID-19.
Questo risultato rafforza la necessità di considerare le caratteristiche individuali dei pazienti nella valutazione degli esiti e nella progettazione dei percorsi riabilitativi.
Alterazioni neuromuscolari
Il Centro ha approfondito i fattori associati alla debolezza muscolare persistente e ha studiato possibili marker delle alterazioni neuromuscolari.
Monitoraggio a lungo termine
Gli studi hanno confermato l’importanza di monitorare i pazienti anche dopo la dimissione ospedaliera.
Le conseguenze della malattia critica possono infatti emergere o persistere nel tempo e richiedere valutazioni multidimensionali, capaci di considerare contemporaneamente salute fisica, funzioni cognitive, benessere psicologico e qualità della vita.
Produzione scientifica
Nel periodo rendicontato risultano 15 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, così distribuite:
4 pubblicazioni nel 2022;
5 pubblicazioni nel biennio 2023–2024;
6 pubblicazioni nel 2025.
I risultati sono stati inoltre presentati in congressi nazionali e internazionali e condivisi attraverso iniziative formative e divulgative.
Impatto scientifico e sanitario
Il valore del Centro riguarda sia la produzione di conoscenza sia la sua possibile applicazione nella pratica clinica.
Sul piano scientifico, il Centro:
genera dati sugli esiti a lungo termine della Terapia Intensiva;
approfondisce i meccanismi biologici della debolezza e della fatica;
sviluppa studi clinici e traslazionali;
promuove collaborazioni multidisciplinari;
coordina studi multicentrici;
contribuisce alla formazione di ricercatori e professionisti.
Sul piano sanitario, la ricerca può contribuire a:
riconoscere precocemente i pazienti maggiormente a rischio;
migliorare gli strumenti di valutazione;
definire percorsi assistenziali più appropriati;
personalizzare gli interventi di recupero;
rafforzare la continuità tra Terapia Intensiva, riabilitazione e follow-up;
aumentare la consapevolezza delle conseguenze a lungo termine della malattia critica.
Il Centro contribuisce così a una visione della medicina intensiva che non considera la sopravvivenza come unico risultato, ma studia anche la qualità della vita e il recupero globale della persona.
Risultati della ricerca
I risultati delle ricerche condotte dal Centro di Ricerca “Alessandra Bono” hanno portato a importanti scoperte nel campo della medicina post-terapia intensiva, tra cui:
Pubblicazioni Scientifiche di Rilievo. Gli studi innovativi pubblicati su riviste internazionali hanno documentato gli esiti a lungo termine dei pazienti COVID-19, contribuendo alla comprensione globale delle conseguenze della malattia critica nei pazienti COVID
Identificazione di Marker Neuromuscolari. La ricerca ha identificato marker specifici per le alterazioni neuromuscolari, con differenze di genere nel recupero a lungo termine.
Importanza del monitoraggio. Gli studi hanno enfatizzano l'importanza del monitoraggio continuo e degli interventi personalizzati per ottimizzare gli esiti funzionali e ridurre l’affaticamento durante il percorso di recupero.
Fondi destinati
Nel 2024 l'ultimo stanziamento triennale per il Centro Centro di Ricerca Alessandra Bono è stato di 15.000€. A questi fondi vanno aggiunti i 460.000€ già stanziati per il periodo 2020-2026 a potenziamento del connesso Ambulatorio Follow up - Esiti degli Spedali Civili.
Articoli scientifici
Sono state redatte 15 pubblicazioni scientifiche, di cui 6 nel 2025, uscite su riviste mediche internazionali.
Assessment of respiratory function and exercise tolerance at 4–6 months after COVID-19 infection in patients with pneumonia of different severity. 4 September 2022 - Internal Medicine Journal.
Neurologic and cognitive sequelae after SARS-CoV2 infection: Different impairment for ICU patients. Journal of the Neurological Sciences 432 (2022) 120061.
Long-term complications of COVID-19 in ICU survivors: what do we know? Minerva Anestesiologica 2022 January-February.
Physical, cognitive and mental health outcomes in 1-year survivors of COVID-19-associated ARDS. BMj journals - Torax.
Long-Term Physical, Cognitive, and Psychological Outcomes in Severe COVID-19 Patients Managed With Extracorporeal Membrane Oxygenation: A Prospective Study. ASAIO Journal 2023.
Long Covid: a global health issue – a prospective, cohort study set in four continents. 22 August 2024 BMJ Glob Health.
Sex-differences in the longitudinal recovery of neuromuscular function in COVID-19 associated acute respiratory distress syndrome survivors. 26 giugno 2023. Frontiers in medicine.
Long-term physical impairments in survivors of COVID-19-associated ARDS compared with classic ARDS: A two-center study Journal of Critical Care 2023.
Long-term alveolar-capillary diffusion impairments after severe SARS-CoV-2 pneumonia. Annals of Medicine 2025, VOL. 57.
The impact of COVID-19 hospitalizations on nursing home admissions: a regional insight into long-term care and public health. 18 luglio 2025. Frontiers in medicine.
Predictors of COVID‑19 Readmission Among Patients Previously Hospitalized for SARS‑CoV‑2. gennaio 2025. Infect Dis Ther
24‑Month assessment of respiratory function in patients hospitalized for severe SARS‑CoV‑2 pneumonia: a follow‑up study. 3 novembre 2025. Internal and Emergency Medicine.
Post-intensive care syndrome. What clinicians and researchers must know. 28 September 2025. Anaesthesia Critical Care & Pain Medicine.
Quality of life after ICU: 1‑year follow‑up in patients with and without COVID. Giugno 2025. Journal of Anesthesia, Analgesia and Critical Care.







