Ente Beneficiario: FONDAZIONE POLIAMBULANZA
SALA OPERATORIA CARDIOVASCOLARE IBRIDA DI ULTIMA GENERAZIONE
Una sala operatoria ibrida di ultima generazione dedicata al trattamento delle patologie cardiovascolari più complesse, progettata per integrare chirurgia tradizionale e interventistica mininvasiva in un unico ambiente altamente tecnologico.

La collaborazione tra Fondazione Alessandra Bono ETS e Fondazione Poliambulanza nasce dalla volontà condivisa di mettere a disposizione dei pazienti tecnologie capaci di migliorare concretamente la qualità delle cure, favorendo al tempo stesso lo sviluppo della ricerca clinica, della formazione e dell'innovazione sanitaria.
Nel 2019 questa visione ha trovato una delle sue più significative realizzazioni con la nascita della Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida, cuore del nuovo Blocco Cardiovascolare inaugurato presso Fondazione Poliambulanza.
La Sala Ibrida rappresenta un investimento strategico volto a sostenere l'evoluzione della cardiochirurgia e dell'interventistica cardiovascolare, consentendo l'esecuzione di procedure sempre più complesse con elevati standard di sicurezza, precisione ed efficacia.
Con una superficie complessiva di 124 metri quadrati, la Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida costituisce una delle più avanzate realizzazioni italiane dedicate alla chirurgia cardiovascolare integrata.
Fondi destinati
La realizzazione della Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida è stata possibile grazie a una donazione di 1.500.000 euro da parte della Fondazione Alessandra Bono ETS.
Il contributo ha permesso di realizzare una sala operatoria altamente specializzata, dotata di tecnologie integrate dedicate sia alla chirurgia cardiovascolare tradizionale sia alle procedure mininvasive.
L'investimento ha riguardato:
il sistema angiografico robotizzato di ultima generazione;
il sistema di ricostruzione tridimensionale del cuore e dei vasi sanguigni;
la tomografia computerizzata intraoperatoria (Dyna CT);
sistemi ecografici intravascolari (IVUS);
monitor multipli ad alta definizione;
software di navigazione e fusione delle immagini (Fusion Imaging);
tavolo operatorio completamente radiotrasparente;
integrazione tecnologica dell'intera sala operatoria.
Descrizione del progetto
La Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida nasce per rispondere a una delle principali evoluzioni della moderna chirurgia cardiovascolare: integrare nello stesso ambiente la chirurgia tradizionale e l'interventistica endovascolare.
Questa configurazione permette di affrontare patologie cardiovascolari particolarmente complesse attraverso procedure sempre più personalizzate, riducendo il numero degli interventi necessari e aumentando la sicurezza del paziente.
Elemento centrale della sala è il sistema angiografico robotizzato di ultima generazione.
La tecnologia consente di acquisire immagini tomografiche tridimensionali del cuore e dei vasi sanguigni, permettendo agli operatori di visualizzare in tempo reale strutture anatomiche estremamente complesse durante l'intervento.
L'attività inizia già nella fase preoperatoria.
Le immagini TAC del paziente vengono elaborate mediante software dedicati che ricostruiscono virtualmente il percorso endovascolare.
Durante l'intervento il sistema integra automaticamente queste ricostruzioni tridimensionali con le immagini acquisite in tempo reale dall'angiografo, offrendo ai medici una vera e propria navigazione anatomica guidata.
Questa integrazione consente una maggiore precisione nella pianificazione e nell'esecuzione delle procedure, riducendo il margine di errore e migliorando l'efficienza dell'intervento.
La struttura è stata progettata per un utilizzo multidisciplinare.
Vi operano cardiochirurghi, cardiologi interventisti, chirurghi vascolari, elettrofisiologi e, quando necessario, radiologi interventisti e neuroradiologi, favorendo una gestione integrata dei casi più complessi.
Uno dei principali vantaggi della Sala Ibrida consiste nella possibilità di convertire immediatamente una procedura mininvasiva in chirurgia tradizionale qualora durante l'intervento emergano complicanze impreviste.
L'eventuale necessità di instaurare una circolazione extracorporea o di procedere con un approccio chirurgico convenzionale può quindi essere affrontata senza trasferire il paziente in un'altra sala operatoria, riducendo tempi, rischi e criticità organizzative.
Benefici clinici
L'impiego della Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida produce vantaggi significativi sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari.
Tra i principali benefici si evidenziano:
qualità di imaging estremamente elevata, che migliora accuratezza e precisione degli interventi;
riduzione dei tempi procedurali;
minore esposizione a radiazioni ionizzanti e mezzo di contrasto;
diminuzione del rischio di complicanze;
possibilità di conversione immediata alla chirurgia tradizionale in caso di necessità;
riduzione dell'impiego di dispositivi impiantabili grazie a una maggiore precisione nella pianificazione;
migliore integrazione tra cardiochirurgia, cardiologia interventistica e chirurgia vascolare.
Impatto sociale
La Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida rappresenta un investimento destinato a produrre benefici duraturi per l'intero sistema sanitario.
Per i cittadini di Brescia e della Lombardia orientale significa poter accedere a trattamenti cardiovascolari tra i più avanzati disponibili a livello nazionale, senza la necessità di ricorrere a strutture lontane dal territorio.
Il progetto contribuisce inoltre a consolidare Brescia come centro di riferimento per la cardiochirurgia e l'interventistica cardiovascolare, favorendo lo sviluppo di competenze altamente specialistiche, la collaborazione multidisciplinare e la diffusione delle migliori pratiche cliniche.
La presenza di una struttura tecnologicamente avanzata rappresenta anche un'importante opportunità formativa per medici e professionisti sanitari, contribuendo alla crescita delle competenze disponibili sul territorio.
Risultati ottenuti
A oltre sei anni dall'inaugurazione, la Sala Operatoria Cardiovascolare Ibrida ha confermato il proprio valore sia dal punto di vista clinico sia organizzativo.
Dal mese di ottobre 2019 al 31 dicembre 2025 sono state eseguite 4.192 procedure, di cui 887 nel solo 2025, a conferma della crescente attività del reparto.
Nello stesso periodo il numero delle procedure TAVI (impianto transcatetere di valvola aortica) ha registrato un costante incremento, superando le 300 procedure nel solo 2025 e raggiungendo complessivamente 3.680 interventi.
L'attività della Sala Operatoria Ibrida si accompagna inoltre a un'intensa attività formativa rivolta ai professionisti sanitari, contribuendo alla diffusione delle competenze nell'ambito della chirurgia cardiovascolare avanzata.
I risultati conseguiti trovano conferma anche nelle valutazioni indipendenti.
Il Programma Nazionale Esiti 2025, realizzato da AGENAS per conto del Ministero della Salute, ha analizzato l'attività di 1.117 strutture ospedaliere italiane attraverso 218 indicatori relativi a qualità, esiti clinici, appropriatezza e sicurezza delle cure.
In questo contesto Fondazione Poliambulanza rientra tra i 15 ospedali italiani che hanno ottenuto una valutazione complessiva classificata come "alta" o "molto alta" in almeno sei aree cliniche.
L'intera Area Cardiovascolare, comprendente Cardiologia, Emodinamica ed Elettrofisiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare e Terapia Intensiva Cardiovascolare, ha confermato livelli di qualità coerenti con gli standard di eccellenza rilevati dal Programma Nazionale Esiti.
Secondo i dati AGENAS, Fondazione Poliambulanza registra inoltre la più bassa mortalità in Italia negli interventi sulla valvola aortica, sia mediante procedura transcatetere (TAVI) sia attraverso cardiochirurgia tradizionale e mininvasiva.
Questo risultato è reso possibile dall'integrazione tra cardiologi clinici, cardiologi interventisti, cardiochirurghi, anestesisti, radiologi e dall'organizzazione multidisciplinare sviluppata all'interno del Dipartimento Cardiovascolare e del Valve Center, supportata da un costante aggiornamento tecnologico.
















