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È mancato il Cav. Valerio Bono, Fondatore e Presidente della Fondazione Alessandra Bono

  • 7 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 7 giorni fa

La Fondazione perde la sua più autorevole guida ma, soprattutto, la sua principale fonte di ispirazione che, fin dal primo giorno, ha orientato ogni scelta verso un futuro di speranza .





Con profondo dolore, la Fondazione Alessandra Bono annuncia la scomparsa del Cav. Valerio Bono.


Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo sa bene quanto sia incolmabile questa perdita.


Prima ancora che un imprenditore di visione, Valerio Bono è stato un uomo capace di ascoltare, di trattare con rispetto chiunque incontrasse.

Come marito e padre, ha affrontato la prova più difficile della propria vita con fermezza silenziosa, senza mai trasformarla in un peso per chi gli stava accanto ma in una ragione in più per guardare fuori da sé.


Aveva un'idea precisa di cosa significhi essere utili agli altri: non un gesto isolato, ma un'abitudine quotidiana. Gentilezza, umiltà e generosità non erano per lui parole di circostanza, ma criteri con cui misurava ogni decisione, piccola o grande.

Chi ha lavorato al suo fianco lo ricorda per la capacità di ascoltare prima di parlare, per la fiducia che sapeva accordare, per i suoi sguardi così carichi di significato.


Ha creduto, fino all'ultimo, che con il bene si vincono le battaglie più difficili, che la speranza resta possibile anche dove sembra non esserci più luce, e che chi chiede aiuto merita sempre di trovare qualcuno pronto ad ascoltarlo.


Addio, Cav. Bono.

È stato un onore e un privilegio essergli stati accanto in questi anni.


Per chi non avesse potuto assistere al funerale, riportiamo qui parte dell'omelia tenuta da Don Francesco. "Di carattere schivo e pensieroso, timido, ma anche amante della compagnia e della provocazione, degli scherzi. Uomo di poche parole, ma dagli occhi intelligenti, capaci di un pensiero impenetrabile e misterioso, che spesso andava più intuito che udito. Capace di una generosità sinceramente stupefacente.


Ognuno di noi potrebbe accennare decine di episodi in cui ha potuto vedere i suoi gesti di gratuità. Se siamo qui oggi così numerosi, non è in nome di una sorta di "clientelismo", che alle volte si ravvisa intorno alle persone con grandi disponibilità, ma perché abbiamo visto cose che ci hanno stupito.


Consegniamo Valerio alla misericordia di Dio. Il Padre lo accolga nella sua pace e perdoni i suoi peccati per quel cuore grande, pieno d'amore e di dolore.


Ascoltiamo la Parola che oggi la liturgia ci offre.


Mi stupisce sempre come entusiasmo e timore, generosità e interesse, normalità e intransigenza, fossero caratteristiche del collegio degli apostoli. Pietro è generoso, ma anche timoroso; è innamorato, ma rinnega. Matteo è un pubblicano, cioè esattore delle tasse per l'occupante romano. Giacomo e Giovanni scommettono sulla loro successione a Cristo, come se in palio ci fosse il potere e non la vocazione al dono della vita. Giuda, purtroppo, non entrerà mai nel raggio d'azione del Cristo, restando attaccato ai suoi schemi e alle cose. Cristo ha scelto uomini, non fenomeni. E per fortuna! Il nostro carico di infedeltà, incoerenza e debolezza ci permette di sentire il peccato dei fratelli non con l'impeto del giustizialismo, ma con la misericordia che abbiamo visto, molto spesso, accordata anche a noi.


Eppure Cristo sceglie questi uomini, con le loro fragilità, per annunciare nella loro carne, la salvezza ottenuta come dono, non come conquista.


Dio della bontà e della misericordia, accogli Valerio nel tuo abbraccio di amore e donaci la consolazione della fede. Lascia che riveda e abbracci la sua amata Alessandra. Te lo chiediamo perché sei amore infinito verso i tuoi figli. Così sia."










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